Gonartrosi, dolenza periarticolare legata a migliori outcome a breve termine con steroidi intra-articolari

In pazienti con gonartrosi sintomatica, la dolenza peri-articolare è legata a migliori outcome a breve termine con steroidi somministrati per via intra-articolare.
Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato su The Journal of Rheumatology. Al contempo, però, è stato anche dimostrato che alcuni fattori clinici non sono stati in grado di predire la risposta a lungo termine alla terapia infiltrativa con steroidi.
Da ultimo, lo studio ha anche dimostrato che i pazienti con dolore diffuso cronicizzato e sintomatologia depressiva presentano una probabilità ridotta di raggiungere benefici a lungo termine.
 
Disegno dello studio
Lo studio ha incluso 199 pazienti di età uguale o superiore ai 40 anni, con OA dolorosa, partecipanti ad un trial in aperto che prevedeva l’impiego di steroidi somministrati per via intra-articolare.
I partecipanti allo studio hanno completato dei questionari e sono stati sottoposti ad esame clinico. I ricercatori hanno utilizzato, inoltre, i criteri OMERACT-OARSI per valutare la risposta alla terapia nel breve termine (entro 2 settimane).
 
Tra i partecipanti allo studio inizialmente responders al trattamento, erano considerati responder a lungo termine quelli nei quali il dolore (misurato in base al punteggio KOOS – Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score) non era ritornato ai livelli iniziali a distanza di 6 mesi dall’infiltrazione.
 
Da ultimo, i ricercatori si sono serviti di modelli di regressione binomiale per determinare i fattori associati con l’outcome.
Su 199 partecipanti allo studio, il 73,4% (n=146) erano responder a breve termine, mentre il 20,1% (n=40) erano responder a lungo termine.
 
Risultati principali
Rispetto ai pazienti non-responder a breve termine, quelli con dolenza della linea articolare mediale (RR=1,42; IC95%=1,10-1,82), dolenza della linea articolare mediale e laterale (RR=1,38; IC95%=1,03-1,84), dolenza patellofemorale (RR=1,27; IC95%=1,04-1,55), dolenza anserina (RR= 1,27; IC95%=1,06-1,52), e convinti dell’efficacia del trattamento (RR per incremento unitario= 1.05; IC95%= 1,01-1,09) sono risultati più spesso responder alla terapia infiltrativa nel breve termine.
 
I risultati dello studio hanno anche mostrato che l’aspirazione del fluido articolare (RR=0,79; IC95%=0,66-0,95) e un danno pregresso di un legamento o del menisco (RR=0,63; IC95%= 0,44-0,91) erano associati ad una riduzione del rischio di essere respondee a breve termine.
 
Da ultimo, i partecipanti allo studio con un numero più elevato di siti dolenti (RR per incremento unitario: 0,83; IC95%=0,72-0,97), dolore cronico diffuso (RR=0,32; IC95%=0,10-0,98), cronicità di malattia percepita (RR per incremento unitario=0,86; IC95%=0,78-0,94) o con maggiore sintomatologia depressiva (RR per incremento unitario= 0,89; IC95%=0,81-0,99) sono risultati meno frequentemente responder a lungo termine rispetto ai non-responder iniziali e ai pazienti con recidivazione del dolore entro 6 mesi.
 
Riassumendo
Lo studio suggerisce un ruolo limitato della fenotipizzazione clinica nella individuazione dei pazienti con malattia articolare, candidabili a terapia intra-articolare con steroidi.
Sono necessari, però, nuovi studi che confermino queste osservazioni, anche in ragione della natura esplorativa iniziale di questo lavoro.
 
Bibliografia
Maricar N et al. Do clinical correlates of knee osteoarthritis predict outcome to intra-articular steroid injections? [published online April 1, 2019]. J Rheumatol. doi:10.3899/jrheum.180233
Leggi