Gonartrosi: Infiltrazioni PRP non superiori a quelle con acido ialuronico, risultati a 5 anni

Per quanto entrambe efficaci, le infiltrazioni a base di PRP non hanno determinato un miglioramento clinico complessivo superiore rispetto a quelle a base di acido ialuronico (HA), sia in termini di miglior beneficio sulla sintomatologia, sia in termini di beneficio funzionale. Questo trend è stato confermato in diversi timepoint di follow-up o in base alla durata dell’effetto.
 
Queste le informazioni provenienti da un trial clinico randomizzato, condotto da ricercatori italiani e pubblicato sulla rivista The American Journal of Sports Medicine.
Lo studio è nato dalla constatazione dell’esistenza, in alternativa ad HA, delle infiltrazioni con PRP come nuova opzione di trattamento conservativo per la degenerazione dell’articolazione del ginocchio, allo scopo di raggiungere l’alleviazione della sintomatologia e di ritardare il ricorso all’intervento chirurgico di artroplastica.
 
Fino ad ora, però, non esistevano studi comparativi tra le due modalità di trattamento che avessero preso in considerazione gli effetti a lungo termine delle due terapie in questione.
 
Di qui il nuovo studio, un trial clinico randomizzati che ha reclutato 192 pazienti con storia di osteoartrosi del ginocchio (grado Kellgre-Lawrence compreso tra 0 e 3) e li ha randomizzati a 3 iniezioni intra-articolari, a cadenza settimanale, con PRP o HA.
I pazienti inclusi nello studio sono stati valutati in modo prospettico sia prima del ciclo di infiltrazioni che a 2, 6, 12 e 24 mesi. Il follow-up complessivo ha avuto una durata media di 64,3 mesi e prevedeva una valutazione finale degli outcome dei pazienti trattati.
 
E’ stato utilizzato, per la valutazione soggettiva degli outcome, il form IKDC (International Knee Documentation Committee Subjective Knee Evaluation Form) – un questionario patologia-specifico, validato in lingua italiana, il cui scopo è quello di rilevare il miglioramento o il peggioramento dei sintomi, della funzione e delle attività sportive a causa delle disabilità del ginocchio. Altri parametri utilizzati per la valutazione sono stati l’EuroQoL su scala VAS e i punteggi di Tegner (relativi all’attività sportiva svolta).
 
Su 192 pazienti inizialmente reclutati, 167 hanno raggiunto la fine del follow-up prevista dal protocollo dello studio.
Passando ai risultati, entrambe le opzioni di trattamento si sono dimostrate efficaci nel migliorare lo stato funzionale del ginocchio e la sintomatologia nel corso del tempo: i punteggi medi soggettivi riportati all’IKDC sono migliorati in modo statisticamente significativo in entrambi i gruppi (PRP e HA; p<0,0005) e si sono mantenuti stabili fino a 24 mesi (da 53,3 ± 14,3 a 67,3 ± 18,1 e da 50,3 ± 13,2 a 62,1 ± 20,8 per i gruppi PRP e HA, rispettivamente). Alla fine del follow-up (visita finale di controllo), è stata documentata una riduzione significativa dei punteggi medi IKDC in entrambi i gruppi, con il gruppo sottoposto a trattamento con PRP che ha mantenuto valori significativamente più alti rispetto al basale (PRP=60,5 ± 19,0 (P < 0,001 vs basale), HA 55,7 ± 18,8 (non significativo vs basale).   Un’analisi comparativa, invece, non ha mostrato differenze inter-gruppo significative per nessuno dei punteggi clinici valutati in corrispondenza dei singoli timepoint previsti dal protocollo. La durata mediana della percezione di sollievo sintomatologico è stata pari a 9 mesi per le infiltrazioni di HA e di 12 mesi per quelle di PRP, ma i risultati non sono stati statisticamente significativi.   Bibliografia
Di Martino A. et al. Platelet-Rich Plasma Versus Hyaluronic Acid Injections for the Treatment of Knee Osteoarthritis: Results at 5 Years of a Double-Blind, Randomized Controlled Trial. Vol 47, Issue 2, 2019
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