Gonartrosi, studio individua predittori risposta infiltrazioni acido ialuronico

Livelli elevati di dolore al ginocchio, giovane età, danno strutturale meno severo: sarebbero questi, stando ad uno studio di recente pubblicazione su Arthritis Research & Therapy, i tre fattori maggiormente predittivi in grado di individuare i pazienti con gonartrosi nei quali le probabilità  di successo della terapia infiltrativa con acido ialuronico (HA) sono maggiori. Se tali scoperte saranno confermate, sarà possibile ottimizzare il ricorso alla terapia infiltrativa in questi pazienti, selezionando quelli maggiormente suscettibili all’efficacia di quest’azione terapeutica.

Razionale e disegno dello studio
“Il peso delle raccomandazioni sull’impiego delle terapie intra-articolari a base di HA varia a seconda delle linee guida considerate – ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio – e ancora non è stata raggiunta l’unanimità sull’efficacia di quest’opzione terapeutica nel trattamento sintomatico della gonartrosi”.

La coorte OAI (The Osteoarthritis Initiative) fornisce l’opportunità unica di consentire  un follow-up prospettico di un gruppo di pazienti con gonartrosi per un periodo temporale esteso (fino a 9 anni).

Tale coorte è stata utilizzata per seguire la storia naturale della malattia e per valutare l’efficacia di alcuni trattamenti per l’OA sulla progressione e i sintomi di malattia.

La coorte OAI fornisce, dunque, uno scenario real-life utile per estendere la nostra comprensione sugli effetti dei possibili trattamenti disponibili sugli esiti clinici di malattia.

L’obiettivo dello studio appena pubblicato, pertanto, è stato quello di identificare i determinanti che correlano meglio con il livello di risposta alla terapia infiltrativa con HA in pazienti con gonartrosi sintomatica.

I 310 partecipanti allo studio erano affetti da gonartrosi radiografica ed erano stati sottoposti ad un trattamento infiltrativo con HA. Di questi, erano disponibili sia i dati demografici che i punteggi WOMAC in concomitanza con la visita pre- (T0) e post-trattamento (T1 entro 6 mesi).

E’ stata effettuata una valutazione del sintomo “dolore” in corrispondenza con le caratteristiche demografiche, cliniche e di imaging al basale (T0) e della sua variazione temporale (dalla visita pre- a quella post-trattamento: da T0 a T1).

I pazienti con punteggio WOMAC (sottoscala “dolore”) >0 sono stati suddivisi in tre gruppi (pazienti con dolore “ridotto”; pazienti con dolore “moderato”; pazienti con dolore “elevato”) in base ad un’analisi per terzili.

Inoltre, sono state condotte ulteriori analisi nel gruppo di pazienti con dolore “elevato” (punteggio WOMAC ≥ 8), suddivisi a loro volta in pazienti “responder” (miglioramento dolore ≥ 20%) e “non responder” (punteggio WOMAC invariato o peggiorato).

Risultati principali
I 310 partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad un totale di 404 trattamenti (uno per ginocchio). Nei gruppi con dolore “ridotto” e “moderato”, rispetto a quelli con dolore “elevato”, i partecipanti allo studio presentavano un punteggio WOMAC “dolore” al T0 significativamente più basso (p<0,001); inoltre, i pazienti del gruppo con dolore “ridotto” mostravano, rispetto a quelli con dolore “elevato”, un BMI significativamente più basso (p=0,002), una maggiore larghezza dello spazio articolare (JSW; p=0,010) e un volume della cartilagine del ginocchio maggiore (p ≤ 0,009), a fronte di una effusione sinoviale più piccola (p=0,033).

Nel gruppo con dolore “maggiore” invece, i pazienti “responder” alla terapia infiltrativa con HA sono risultati essere più giovani (p=0,014), con un volume cartilagineo maggiore a livello del compartimento mediale (p=0,046), un trend verso valori di JSW più elevati e, last but not least, un miglioramento significativo di tutti i punteggi WOMAC (p<0,001).

I pazienti “non responder”, invece, hanno mostrato un peggioramento della sintomatologia.

Implicazioni dello studio
Lo studio ha dimostrato per la prima volta, grazie ad un’ampia analisi longitudinale dei dati, che le iniezioni intra-articolari di HA possono essere efficaci per il trattamento sintomatico della gonartrosi. I risultati hanno mostrato che il trattamento non era utile solo per alleviare il dolore al ginocchio ma anche per migliorare la funzione articolare, soprattutto in pazienti con alcune caratteristiche demografiche e cliniche.

I dati hanno chiaramente mostrato che la terapia infiltrativa potrebbe essere efficace per un sottogruppo di pazienti gonartrosici con le seguenti caratteristiche: 1) dolore al ginocchio di intensità elevata (WOMAC dolore ≥ 8); giovane età; BMI elevato, JSW maggiore; maggior volume cartilagine (indicativo di minor danno strutturale). In questo sottogruppo, i “responder” risultano essere i pazienti più giovani, quelli con maggior volume cartilagineo a livello del compartimento mediale e quelli con tendenza ad un JSW maggiore.

“A nostra conoscenza – hanno sottolineato i ricercatori nella discussione del lavoro – questa è la prima volta che un sottogruppo di variabili predittive di una buona risposta alla terapia infiltrativa con HA è stato identificato in uno studio longitudinale”.

Il problema della definizione di un punto di cutoff per selezionare i pazienti “responder”

Un’altra scoperta chiave dello studio è stata quella della necessità di individuare i pazienti “responder” alla terapia infiltrativa con HA utilizzando un punto di cutoff pari, almeno, al 20% di miglioramento del punteggio WOMAC “dolore” in una popolazione di pazienti che aveva un punteggio pari, almeno, ad 8 su 20.

“Il punteggio WOMAC “dolore” >8 al tempo T0 (pre-trattamento) è stato scelto in quanto corrisponde ad un livello di sintomi percepito come clinicamente significativo per i pazienti e, di conseguenza, utilizzato nei trial clinici come parte dei criteri di inclusione – spiegano i ricercatori”.

“Per quanto  – continuano – la scelta di questo valore di cutoff possa risultare in qualche modo arbitraria, essa, invece, è ben in accordo con la definizione OMERACT di quanto dovrebbe essere il minimo miglioramento percepibile del dolore da osservare per definire un paziente come “responder”.
 

Bibliografia
Pelletier JP et al. Exploring determinants predicting response to intra-articular hyaluronic acid treatment in symptomatic knee osteoarthritis: 9-year follow-up data from the Osteoarthritis Initiative. Arthritis Res Ther. 2018 Mar 1;20(1):40. doi: 10.1186/s13075-018-1538-7

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